Arancio Biondo di Fondi

L’arancio biondo di Fondi è una cultivar autoctona del territorio laziale.

Presente solo nel Sud pontino, questa pianta vanta cenni storici che affondano le loro radici fino al lontano XVIII secolo. Le numerose testimonianze di quest’epoca, infatti, risalgono al periodo in cui Fondi divenne sinonimo d’arancio tanta era l’importanza commerciale di questa pianta. La diffusione degli aranceti era talmente diffusa a Fondi che, soprattutto i grandi viaggiatori dell’800, denominarono quest’area “La piccola conca d’oro”.

Attualmente si riconoscono tre ecotipi locali denominati Biondo Nativo, Biondo Nativo d’Innesto, Biondo Porcino.

Queste tre varietà si differenziano per le seguenti caratteristiche:

Biondo Nativo – proviene dal seme dell’arancia gentile che non è mai stata innestata;

Biondo Nativo d’Innesto – si ottiene dall’innesto sul melograno per migliorarne la resistenza e ottenere piante meno spinose ma più longeve;

Biondo Porcino – si ottiene dall’innesto sul melograno, ma con varietà di Biondo già innestate su melograno per creare una pianta con sviluppo più lento e spine molto piccole. La sua chioma riprende le sembianze di un fungo porcino.

La raccolta del frutto avviene da fine Febbraio, e si protrae fino a Giugno/Luglio.

L’arancio Biondo di Fondi si presenta con una forma sferoidale e una buccia sottile. La sua polpa è succosa e dolcissima, di colore giallo-arancio, con un profumo molto intenso. È ricca di semi grandi e dalla forma allungata.

Il frutto, infine, viene raccolto e commercializzato con la foglia ancora attaccata per garantire la freschezza del prodotto stesso.

 

 

Note

Noti autori, come Madame de Steel e Goethe, decantarono la zona di Fondi e i suoi aranceti in diverse loro opere tanto erano simbolici e d’impatto.

 

By Federica Vitali

Food Blogger

Condividi su: