Macao Good Fusion – ai confini della realtà

Il blu è il mio colore preferito. Pensate, dunque, a che stupore deve essere stato essere avvolta da questa sfumatura per tutta la cena? Una meraviglia.

Lo so, potreste pensare che il blu è un colore cupo, che potrebbe tendere a far sentire chiusi, soffocati, che potrebbe far sentire la mancanza di luce, e aria, ma non è così.

La nuance che ha scelto Macao per questa tonalità è fresca, giovane, accattivante, moderna e un pizzico ribelle. L’atmosfera che si respira è esotica e leggera e curata. Il tempo, da Macao, sembra non esistere.

Quando si entra in questo posto si entra in una piccola scatola turchese, dal coperchio fiorato e le rifiniture dorate. Con la scritta neon all’entrata degna di qualsiasi selfie che si rispetti, poi, è subito Coachella.

Con l’apparecchiatura, invece, si vola direttamente sui tavoli dei migliori ristoranti nipponici. Un’aurea zen ruota intorno al tavolo di Macao, che è pronto ad ospitarti, e servirti, con un menu fusion davvero interessante.

La proposta di Macao è diversa da altri ristoranti fusion della città. Per la prima volta, a Latina, ci deliziamo di un ristorante a base di sushi che si diverte ad abbinare i suoi piatti a curiosi cocktail creati su misura – anche su di te, se lo desideri.

Il menu offre diverse tipologie di sushi, dai famosi roll ai piatti speciali. Ma la novità, che mi ha sorpresa più di tutte – lo ammetto, è la materia prima. Scordatevi menu fissi, all you can eat, 3×2 o simili. La qualità si paga, e Macao ne è la prova. Dai semplici roll al sashimi un  solo fattore li accomuna per bontà: la freschezza del pesce. Per la prima volta mangio un piatto di sushi che sa di mare, di buono, di fresco. Gambero, ricciola, capasanta, granchio, tonno, salmone… tutti, tutti veri. Come ad essere vero era il mio cocktail – a proposito, potrei averne un altro?

La lista dei cocktail classici personalizzati con un tocco orientale – avete mai provato la soia nei drink? – ne include diversi, rendendo la scelta abbastanza ampia.

Ma, sebbene i lori sforzi abbiano tirato fuori risultati interessanti, io resto una guastafeste, e come tale non ho saputo trovare qualcosa che suscitasse davvero la mia attenzione. Così, ho chiesto di farmene fare uno diverso. Ho ammesso le mie colpe, cioè volevo dire i miei gusti, e ho chiesto di farmi sorprendere.

Lo ammetto, ne ho dubitato per un istante – o almeno fin quando non è finalmente arrivato. Lui, il mio cocktail scelto e creato appositamente per la mia serata nella scatola blu, era sensazionale. Non so esattamente il nome, non credo ne avesse uno in realtà, ma so per certo che con quella base di aperol e sciroppo di fragola quel drink dovrebbe essere inserito nel menu. Ne ho ordinati due per tre tipolgie di roll, tanto per dire.

Anche il dolce non era male, un tiramisu al cocco. Forse avrei dovuto osare con qualcosa di più innovativo, è vero, ma mi ha ricordato le basi dei miei dolci senza zucchero e farina. Mi ha incuriosita.

Ad ogni modo, la mia cena qui da Macao Good Fusion, all’interno di questa piccola scatola esotica blu, mi ha davvero stupita. Ero molto scettica sull’operato di questo locale, ma per fortuna nella vita a volte bisogna ricredersi. E questa, è una di quelle volte.

By Federica Vitali

Food Blogger

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