L’oca e la graticola – buono come a casa

L’oca e la graticola un nome simpatico, non trovate?

Verrebbe quasi da chiedersi come sia venuto in mente un nome tanto bizzarro ai due proprietari…per questo gliel’ho chiesto io.

Ma facciamo un passo indietro. La storia dell’oca e la graticola nasce diversi anni fa, ed esattamente durante un periodo all’estero di Gianluca, uno dei due fratelli proprietari. 

Dopo aver trascorso un paio di anni a Londra lavorando in un locale dal nome The goose and the grill, Gianluca decide che se mai avesse aperto un ristorante tutto suo lo avrebbe chiamato così.

Presto la vita londinese, però, comincia a stare stretta a Gianluca che decide così di tornare in Italia.

Non passa molto da quando con il fratello Roberto decidono di avviare la loro prima attività ristorativa. Del resto il nome già c’è, non resta che trovare la sede.
Le ricerche continuano fino al 2004 quando finalmente trovano la loro location, un casale in provincia di Latina.

L’oca e la graticola è ora  pronta a partire.

Quella di Gianluca e Roberto è una realtà molto interessante.

Il casale, infatti, non è solo la dimora di un ristorante genuino, ma si appresta ad essere un vero e proprio agriturismo con tanto di fattoria e stanze annesse dove poter soggiornare.

Una vera chicca, non trovate?

Il menu è frutto di una continua e costante ricerca dei prodotti. Ci pensate che agli arbori l’oca non era nel menu? “Era una carne dura, non riuscivamo a capire come proporla”, mi dice Gianluca.

Il lavoro di ricerca e selezione comunque comincia il lunedi, quando Gianluca perlustra la zona per scovare nuovi prodotti e produttori.

Il martedi tutti in cucina! Dopo aver presentato alla squadra le materie prime trovate, si apre una bottiglia di prosecco e dopo un brindisi tutti insieme iniziano le sperimentazioni ai fornelli per i nuovi abbinamenti da proporre.

Il piatto forte oggi è indubbiamente l’oca, dai salumi nel grande tagliere misto al cosciotto alla brace.

Tutte le carni qui, ad eccezione per il manzo e il galletto, subiscono un processo di lavorazione abbastanza lungo. In primo luogo vengono marinate per 24 ore con olio, aceto e spezie. Successivamente vengono sciacquate, messe sottovuoto, condite con olio e spezie e cotte a 65°C per 8 ore. A cottura ultimata o vengono servite direttamente, o vengono prima scottate alla brace come per il cosciotto d’oca.

Come si mangia vi starete chiedendo? Bene.

Il misto di salumi e formaggi, per iniziare, è abbondante e appagante: dai fritti della casa ai salumi d’oca fino al carpaccio di manzetta prussiana.

Anche lo stracotto al tartufo si fa rispettare: tenero e saporito ti invoglia a finirlo, e magari fare un bis.

Niente da dire all’indiscusso cosciotto d’oca alla brace che è un vanto del ristorante.
In primis per la quantità, credo. Il piatto sul quale viene servito, infatti, è di forma rettangolare e allungata – contenerlo tutto non è per tutti i piatti. Forse, e dico forse, giusto un po asciutto, ma la percezione è davvero minima.

Anche i dolci davvero buoni. Un punto in più per il semifreddo al torroncino che era ben fatto, non eccessivamente dolce e molto molto gustoso.

Il locale è rustico ma accogliente. Quando si apre la porta d’ingresso sembra di entrare a casa, e si sa che a casa si sta sempre bene.

L’apparecchiatura è un po confusionaria. Un mix di stili che insieme non sono esattamente il massimo dell’armonia, se proprio devo dire qualcosa.

Ottimo invece il sevizio. Per tutta la sera a servirci è stato Graziano, un giovane ragazzo dalla piccola statura, ma grande competenza.
Affabile, attento, cordiale e rispettoso ha saputo avvicinarsi senza mai essere troppo invadente, consigliare senza mai imporre, capire quando doversi limitare al suo ruolo o potersi lasciare andare e strizzare l’occhio a simpatia e battuta.

Una vera compagnia piacevole, e perchè non tornare presto allora?

By Federica Vitali

Food Blogger

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